Rita Alomia, alias Morgana, è nata a Palermo il 6 settembre 1986, dove tuttora vive. Ha fatto il liceo artistico, attualmente studia all'accademia di belle arti. Dipinge, si occupa di illustrazione e web design, occasionalmente fa la dogsitter. Nel 2005 vince il terzo premio al concorso nazionale di drammaturgia Michele Mazzella con la riscrittura dell’Antigone di Sofocle che viene rappresentata a Roma il primo agosto del 2006 in occasione del Malborghetto Roma Festival. Sempre nel 2005, è arrivata seconda al premio di narrativa poliziesca inedita “Delitto d’autore” organizzato dalla ACSL di Lucca con il racconto “Il sole dei morti”.

 




  
"Mentre milligrammi d'incoscienza svanivano lasciandomi intravedere l'imperfezione della mia esistenza piansi e chiamai le tenebre"
Isabella Santacroce, Luminal



 

"Di fronte a un caffè e al succo d'arancia perfino una suicida in embrione si risolleva visibilmente"
Sylvia Plath, Diari



 "Non so ballare niente
Né un tango, né un valzer
Non so ballare niente
Mi dondolo in disparte
La vita è una mossa
Dimentico me stessa
Sono la tua donna piena d'ombre
Spingo la nave in rotta
Sento una fitta al cuore
Non ho paura voglio solo andare
E dentro le tue mani
Sono una luna piena
Resto lassù a guardare la tua voglia che

Piena in piena
Prendimi stasera
Sono in piena in piena
Prendimi la testa fra le mani
E tocca la paura vera
La mia timidezza mi incatena"
Nada, Luna in piena



"A pill to make you numb
A pill to make you dumb
A pill to make you anybody else
But all the drugs in this world
Won't save her from herself"
Marilyn Manson, Coma White 


 "Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire"
Sylvia Plath, Diari
"Corpo ed anima non possono essere uniti. Ho bisogno di diventare chi sono già e griderò in eterno contro questa incoerenza che mi ha condannata all'inferno."
Sarah Kane, Psicosi delle 4,48


"Sous la lumière en plein
Et dans l'ombre en silence
Si tu cherches un abri
Inaccessible
Dis toi qu'il n'est pas 
loin et qu'on y brille"
Noir Désir & Yann Tiersen, A ton étoile


 "La signora Dalloway udì il ticchettio della macchina da scrivere. Era la sua vita, e curvandosi sul tavolo del vestibolo, ella subì gli influssi, si sentì benedetta e purificata, e prendendo il blocchetto sul quale era annotata una comunicazione telefonica, si disse che momenti simili sono gemme dell'albero della vita, fiori delle tenebre sono, pensò (come se una leggiadra rosa fosse sbocciata per gli occhi suoi soltanto)."
Virginia Woolf, Mrs Dalloway


 "Ero circondato da normali adolescenti americani. Ce n'erano a centinaia che brulicavano nei corridoi della scuola come gli scarafaggi nella cucina dei Finch. Solo che questi mi davano molto meno fastidio. Non avevo niente in comune con questi ragazzi. Loro avevano madri che rosicchiavano bastoncini di carote tagliati a fiammifero. Io avevo una madre che mangiava fiammiferi."
Augusten Burroughs, Correndo con le forbici in mano


"Non riesco mai a capire come a quasi tutti coloro che sanno scrivere sia possibile, nel loro dolore, oggettivare il dolore, di modo che io, per esempio, nella sventura e forse anche con la testa che mi brucia, posso sedermi e per iscritto comunicare ad altri che sono infelice. Anzi posso andare oltre e con diversi svolazzi, secondo il talento che pare non abbia niente a che vedere con l'infelicità, fantasticarne semplicemente o per antitesi o con diverse orchestre di associazioni di pensiero. E non è affatto menzogna né assopisce il dolore, ma è semplicemente la grazia di energie esuberanti nel momento in cui il dolore ha palesemente consumato tutte le mie forze fino al fondo del mio essere che esso sconvolge. Che specie di esuberanza sarebbe dunque?"
Franz Kafka, Diari